sabato 31 maggio 2014

San Antonio Spurs - Oklahoma City Thunder (gare 4&5, Western Conference Finals)

Che dire di questa serie? Quando sembra che vada verso una direzione in maniera piuttosto spedita, ecco la sterzata brusca e l'inversione a u, con accelerata nel senso opposto. Gara 1 e 2 avevano messo in evidenza la superiorità degli Spurs e l'incapacità dei Thunder di trovare rimedi, in assenza di Ibaka. Il ritorno del congolese in gara 3 aveva provato la sua importanza all'interno della serie, con Oklahoma City che, dopo due pesanti sconfitte, si imponeva nettamente sui texani. Trend confermato in gara 4, con altra vittoria di ampio margine per Durant e soci, ma smentito al ritorno all'Alamo, con larghissima affermazione dei San Antonio.

Non avendo avuto tempo di commentare immediatamente dopo ciascuna delle due partite, cercherò di accorpare l'analisi in un solo post. In gara 4 si è sostanzialmente assistito ad una replica dei motivi tecnici già illustrati nel post precedente. Il che non significa che Popovich non abbia provato ad adottare degli accorgimenti: soprattutto ad inizio partita ha tentato di liberare Parker dalla ragnatela della difesa sul pick and roll di OKC, ad esempio facendolo giocare a due con il lungo solo dopo essere uscito dai blocchi senza palla (ben visibile nel primo video qui, in cui passa a Duncan, esce dal blocco di Splitter sul lato opposto, per giocare solo allora il pick and roll con Duncan); ancora, cercando di forzare il centro del campo, invece che il lato come da intenzioni della difesa, sia con una serie di pick and roll fino a raggiungimento dell'obiettivo, sia passando al lungo bloccante in punta per poi ricevere un consegnato su cui riattaccare il canestro (secondo video al link precedente, situazione sostanzialmente analoga ad un pick and roll) o su cui rigiocare nuovamente il pick and roll.

L'impatto di Parker è stato nettamente superiore rispetto a quello di gara 3, ma non è bastato. Se San Antonio è riuscita ad aggirare i problemi posti dalla difesa di Ibaka sul pick and roll, non ha eliminato l'altro e forse maggiore problema, ovvero la sua presenza a centro area. Le 3 stoppate sono il dato immediatamente visibile e facilmente misurabile, ma il suo contributo va ben oltre. Ibaka costringe gli attaccanti a modificare i propri tiri, a tirare da posizioni innaturali e con precario equilibrio, per evitare la stoppata. Come direbbero gli americani, "altera i tiri", costringendo a conclusioni complicate e forzando errori anche da distanze ravvicinate proprio a causa della sua presenza (qualche esempio: secondo video qui; primo video qui; quinto video qui).

Una simile garanzia al ferro ha un'ulteriore conseguenza, lontano dal canestro stesso: costituisce una formidabile assicurazione contro eventuali errori dei difensori perimetrali, i quali hanno conseguentemente libertà di giocare un po' più sul filo del rasoio, prendendosi più rischi. Il che fa parte del loro DNA: i Thunder sono una squadra super-atletica, con giocatori con braccia lunghissime, che non sempre eseguono alla perfezione difensivamente, ma che appunto, in virtù delle loro doti fisiche, possono rimediare agli errori causati dall'eccessiva aggressività e che, anzi, da questi traggono beneficio, generando opportunità che altrimenti non verrebbero a crearsi. In gara 4 hanno recuperato una valanga di palloni, che hanno prodotto 21 punti ed i 44 punti in contropiede sono testimonianza dell'atletismo di cui sopra.

Emblema vivente di questo modo di intendere la pallacanestro è senz'altro Russell Westbrook, protagonista assoluto di gara 3, nonché altro nervo scoperto per gli Spurs e tema che ricorre da gara 3. Se è vero che Parker è stato più efficiente offensivamente, è altrettanto vero che dall'altra parte del campo è stato asfaltato da Westbrook. Da inizio della serie gli Spurs vanno costantemente dietro sui blocchi contro l'ex UCLA, per non concedergli la possibilità di esplodere verso canestro. Ciò non basta comunque: i tempi di reazione di Parker non sono sufficienti e il playmaker di OKC riesce spesso a trovare la linea di penetrazione ed anche quando il francese riesce a stargli vicino Russ sfrutta la maggiore forza fisica per creare separazione o trovare contatti e portare a casa il fallo (22 volte in lunetta nelle due gare casalinghe). Molto semplicemente il numero 0 dei Thunder è di un altro pianeta fisicamente.

Popovich ha provato a mischiare un po' le carte. Dopo aver sfoderato la zona per uno o forse due possessi in gara 3, ha fatto ricorso ad una 3-2 per qualche possesso in più nel secondo quarto, con esiti modestissimi. Dall'altra parte del campo ha provato a portare Ibaka lontano da canestro, mettendo da parte il quintetto con due lunghi tradizionale e schierando Diaw da 4. Il tentativo è stato quello di usare il francese nel pick and pop, risucchiando il lungo di OKC fuori dall'area. Ma Diaw ha mancato i suoi primi due tiri dalla distanza e complessivamente ha chiuso con 2-6 da tre e i Thunder, forse a causa dei suoi errori iniziali, hanno dato l'impressione di non essere così dispiaciuti all'idea di concedere quel tiro, come evidenziato in un'occasione in cui non ha preso un tiro con metri e metri di spazio. Col divario che si allargava in maniera irrimediabile, Pop ha messo fuori i titolari, al fine di garantirgli riposo. Scelta felice, visto che le seconde linee sono riuscite a ridurre il distacco sufficientemente da non permettere a Scott Brooks di fare altrettanto e mettere a sedere Durant, Westbrook ed Ibaka, presentatisi a gara 5 con molti più minuti nelle gambe dei dirimpettai.

Per gara 5 il coach preferito di tutti i sideline reporters (impegnato a dare spettacolo nella serie come di consueto: per chi non avesse avuto modo di vederlo all'opera https://www.youtube.com/watch?v=B1jsl7q_Ez4 e https://www.youtube.com/watch?v=rTlXUjyX_v0) ha messo in pratica alcune contromosse. Ha rispolverato Matt Bonner, cosa che mi aspettavo, ma solo in parte, pensando si che avrebbe visto qualche minuto, ma non che sarebbe partito in quintetto al posto di Splitter, impiegato per soli 11 minuti. In difesa ha modificato le marcature, mettendo Leonard su Westbrook. Si tratta di due scelte non senza rischi: come già anticipato nel post precedente, Bonner permette di aprire il campo, ma ad un prezzo, quello di essere più leggeri a rimbalzo, dove già avevano sofferto tanto in gara 3. Leonard è senz'altro in grado di fare un lavoro migliore su Westbrook di quello fatto da Parker nei due match precedenti, ma ciò significa dirottare qualcun altro su Durant. Ma sono rischi che valeva la pena correre. Durant segna tanto chiunque lo marchi e tenere Parker su un avversario meno pericoloso in difesa significa preservarlo al meglio per l'altra metà di campo. A rimbalzo San Antonio aveva fatto un lavoro accettabile già in gara 4, contenendo i Thunder a rimbalzo offensivo. In più era abbastanza chiaro che l'assetto a due lunghi stava intasando gli spazi in attacco e che senza portare Ibaka fuori dall'area non si sarebbe andati da nessuna parte.

Ha avuto ragione Pop. Il contributo tangibile di Bonner, almeno da un punto di vista statistico, è stato limitato. C'è un altro aspetto però, che ho visto curiosamente sottolineato in un solo articolo. Utilizzare un 4 perimetrale ha avuto l'effetto di rinforzare la transizione difensiva e il drastico calo dei punti in contropiede dei Thunder è dovuto ad un miglior attacco degli Spurs ed ad un conseguente minor numero di palle perse e di occasioni per correre, ma anche appunto al diverso assetto, con un uomo in più pronto a chiudere. Per il resto, in attacco il ruolo dell'ex Messina è stato piuttosto limitato. L'uomo decisivo è stato invece Boris Diaw. Il francese stavolta ha messo a segno entrambe le conclusioni dall'arco tentate, costringendo Ibaka e Oklahoma City a prendere le contromisure. Stazionando sul perimetro ha portato il congolese fuori dall'area, aprendo gli spazi per gli esterni e anche per i lunghi (notare quanti dei canestri messi a segno da Duncan nascano in situazioni in cui Diaw o schizza fuori dopo aver portato il blocco per il portatore di palla, o in cui è già posizionato fuori dalla linea dei tre punti). I Thunder hanno iniziato a cambiare tanto sul pick and roll fra Parker e Diaw e quello fra Ginobili e lo stesso Diaw, ma il risultato è che così Ibaka finisce su un esterno e resettando l'attacco c'è modo di trovare spazi in area senza che il suo guardiano sia in grado di proteggerla.

Gli Spurs hanno mostrato una serie di altri accorgimenti interessanti. Ad esempio, con un quarto uomo perimetrale, hanno spostato uno dei loro tiratori solitamente dislocato in angolo sul lato opposto a quello su cui giocano il pick and roll, aprendo un'ulteriore linea di passaggio o forzando l'aiuto dell'uomo in marcatura sul tiratore (vedere la seconda tripla messa a segno da Danny Green qui). Quando i Thunder hanno difeso in maniera più aggressiva sul pick and roll facendo uscire il difensore del bloccante sul portatore di palla hanno fintato il blocco eseguendo invece un taglio (cosiddetto slip). Hanno giocato dei pick and roll molto alti, quasi a metà campo, coinvolgendo Adams o Perkins, i quali hanno entrambi il vizio di attaccare eccessivamente il portatore di palla, trovandosi molto esposti dovendo contenere un piccolo su spazi così ampi.

A ben vedere molti di questi accorgimenti erano già stati presi in gara 4. Il ricorso a Diaw per il pick and pop si era già visto, ma il francese aveva spadellato dalla distanza ed ha trovato il canestro quando il match era già andato. L'uomo in ala come uscita di sicurezza per il pick and roll non era una novità. Lo slip sul pick and roll pure. E Leonard ha fatto un lavoro migliore di Parker su Westbrook, ma l'ex UCLA ha avuto comunque una buona partita (ma resta comunque il vantaggio di poter cambiare sempre contro il pick and roll fra Westbrook e Durant che aveva fatto tanto male ai neroargento in gara 4). In compenso Parker ha subito tantissimo Reggie Jackson nel primo quarto, finché il nativo di Pordenone ne ha avuto. Il problema è stato anche questo, i Thunder hanno accusato la stanchezza. Non erano decisamente prestanti come nelle due partite disputate in casa. Jackson in particolare dopo il primo quarto era palesemente sulle gambe, non avendo probabilmente smaltito del tutto l'infortunio patito in gara 4. 

In gara 6 sicuramente Popovich riproporrà il quintetto con Bonner e darà molto spazio a Diaw, limitando invece i minuti di Splitter ed evitando la formazione con due lunghi tradizionali. Al di là della stanchezza dei Thunder, con Duncan e Splitter assieme non credo abbiano possibilità di vincere, finché c'è Ibaka. D'altro canto, mi aspetto che Brooks cambi qualcosa. Non è necessariamente costretto a tenere Ibaka sulle tracce dello stretch 4 avversario. Bonner è pericoloso solo al tiro e non è certo una minaccia dal palleggio. Può tranquillamente pensare di mettere Perkins su di lui e Ibaka su Duncan. Certo Perk è il miglior difensore di post basso, per cui il rischio sarebbe quello di concedere un po' troppo a Duncan spalle a canestro. Un'altra idea potrebbe essere usare un quintetto più piccolo quando entra Ibaka, mettendo Caron Butler o Durant da 4. Anche qui, Diaw può portarli in post basso, ma in quel modo si ritorna ad una situazione con due lunghi in area, con Ibaka a protezione del ferro. Sarà da vedere quali sono le condizioni di Jackson. Finché ne ha avuto ha dato enormi problemi a Parker ed ha impedito a Pop di nasconderlo in difesa. In più Brooks dovrà avere in mente anche l'eventuale gara 7 in trasferta e cercare di allungare le rotazioni. Non può permettersi di spremere ancora Durant, Westbrook e Ibaka come in gara 4. Jeremy Lamb può essere importante. Ha avuto un grande impatto in gara 4, con il suo atletismo e le sue braccia lunghe. Rappresenta un'ottima alternativa in difesa su Ginobili, specie quando gli Spurs usano Parker e Manu contemporaneamente. Brooks, spesso criticato come coach, si è finora dimostrato all'altezza del confronto con Pop, ma è qui che la serie si decide. L'impressione è che passi in misura enorme da lui e dalle sue scelte.

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